TRAMA21
Research Group for Contemporary ArtAttica – Tattiche di Liberazione dello Spazio
L’incontro rappresenta il secondo step dell’evento Public Turbolence: Arte e Attivismo svoltosi al quartiere Isola di Milano nei giorni 22, 23 e 24 Maggio 2009, inerente le problematiche dello Spazio Pubblico nella città contemporanea globalizzata.
Il progetto Attica, a cura di Marco Scotini, è orientato verso un’indagine sulle politiche della Liberazione nelle pratiche artistiche attuali all’interno di un capitalismo della sicurezza nella società del controllo neodisciplinato. Attica rappresenta la nuova presa di coscienza della realtà urbana intesa come uno spazio carcerario, non per altro questo nome evoca proprio l’istituto penitenziario newyorchese nel quale 300 carcerati nel Settembre del ’71 avviarono una rivolta contro le forze dell’ordine per prendere possesso della struttura. Anche se repressa dopo pochi giorni, la rivolta segnò l’evento decisivo per alcune modifiche sostanziali della condizione penale americana. Attica rappresenta uno di quei luoghi il cui nome nell’epoca contemporanea non ha bisogno di spiegazioni.
All’inizio degli anni ’90 iniziano a nascere i collettivi transdisciplinari, riferendosi a esempi come il Subcomandante Marcos o lo zapatismo, che pensano alla possibilità dell’intervento interstiziale nello Spazio Pubblico, spazi che si sottraggono alla “Polizia del controllo” come la definisce Rancière.
PARK FICTION (Cristoph Schaefer e Margit Czenki)
E’ un gruppo fondatosi ad Amburgo nel 1994 e partecipano a Documenta XI nel 2002 mostrando lo svolgersi e il risultato della sua missione volta a salvare dall’edificazione l’ultimo spiazzo erboso del quartiere a luci rosse di Amburgo, il più povero della città, e, soprattutto, a coinvolgere attivamente i cittadini in questo progetto. Il parco diviene così, non solo metaforicamente, la proiezione urbana dell’idea di paradiso, del mondo come dovrebbe essere.
E’ nel convegno “Right to the City” svoltosi ad Amburgo nel 1994 che si inzia a parlare di un Estetica della Resistenza con una serie di collettivi la cui attività si pone l’obiettivo di evidenziare i fenomeni di Centrificazione all’interno della Città moderna.
E’ necessario considerare lo spazio della città come uno spazio comune nel quale poter esercitare i propri diritti, senza presuppore solo l’esistenza della privatizzazione del pubblico, che è ciò che avviene a Milano come ad Amburgo: tutto è pianificato e deciso in base al diritto di proprietà.
E’ necessario dunque riportare la scelta decisionale sullo Spazio alla cittadinanza per creare una tavola rotonda paritaria, per evitare le nuove politiche di annientamento dei luoghi contemporanei deputati alla nuova collettività come i centri sociali per l’appunto.
All’interno del Progetto Park Fiction mediano un Parco del Desiderio collettivo, realizzando diverse Isole sugli spazi verdi da salvaguardare nella zona costiera di SaoPauli ascoltando le necessità della gente.
Parallelamente all’attività di riappropriazione dello Spazio attraverso il Parco, il collettivo realizza il video “Es regnet Kaviar” (lett. Sta piovendo Caviale) che metaforicamente rappresenta le modalità di centrificazione di un quartiere popolare attraverso un “Kit di svalorizzazione del proprio quartiere”che scoraggi la classe borghese a insediarsi nel suddetto territorio.
Gediminas e Nomeda URBONAS
Il collettivo Urbonas opera in Lituania interessando la propria pratica artistica al valore dell’architettura come memoria e al su riadattamento nel tessuto urbano contemporaneo come strumento di aggregazione e collettività dal basso.
Nel 2005 prende avvio il progetto PRO-TEST LAB: Hacking Public Space in Vilnius: in questo progetto viene evidenziato il passaggio dal mercato socialista a quello liberista con la difesa e la riappropriazione di un vecchio cinema.
L’interesse degli Urbonas verso questa forma di intervento nello Spazio Pubblico inizia nel contesto post-sovietico in un periodo di forte transizione che vede l’inizio della privatizzazione e demolizione del pubblico a vantaggio di una velata idea di modernità che legge l’architettura modernista sovietica come tracce di un passato da dimenticare ed ostacoli per un nuovo sviluppo economico liberista.
Ma qual è allora il valore della memoria culturale? Cosa si può considerare memoria culturale? Se questi edifici erano anche segni concreti di una forte Ideologia del passato, bisogna anche dire che rappresentavano anche i segni evidenti di una memoria collettiva, che pian piano si trasformavano nei luoghi cult del feticsimo della merce contemporaneo: i centri commerciali.
Per la Centrificazione dall’alto il valore ideologico delle architetture moderniste era un ottimo alibi.
Il cinema Lietuva (trad. Lituania), il cui nome porta metaforicamente con se un valore universale di aggregazione, è l’ultimo cinema di architettura modernista rimasto e nel 2005 viene avviato il progetto per riconvertilo in un centro residenziale di lusso del tutto sconnesso con il territorio circostante.
La pratica avviata dagli Urbonas trova subito una reazione positiva negli abitanti, pichè non si cerca una lotta ma un incontro per la valorizzazione del luogo non solo come spazio fisico ma anche come valore culturale. Il nome del progetto, Pro-Test Lab, suggerisce appunto la volontà di essere a vantaggio di un cambiamento: il cinema Lietuva diventa lo spazio per lavorare collettivamente intorno a un’assenza della società civile che si trova tra due totalitarismi. Socialismo e NeoLiberismo.
Attraverso azioni pubbiche ed eventi legati alla perfomance e al teatro, gli Urbonas riescono ad attirare anche l’interesse dei media che ha creato la possibiltià di intavolare un dibattito sulle regole della pianificazione urbana non solo tra architetti, politici e ingegneri ma anche con filosofi e sociologi.
Il cinema Lietuva è stato chiuso alla fine del 2005 ma nessun progetto è stato ancora avviato a causa delle violazioni delle ditte appaltatrici del progetto di centrificazione delle Regole concernenti la partecipazione pubblica nella pianificazione urbana.
Il cinema è chiuso, ma ancora presente.
