TRAMA21
Research Group for Contemporary Artundefined 09: GrenzLabor/LaboratorioConfine
Trama21 oragnizza per LaboratorioConfine una sorta di autolaboratorio come ricerca/confronto sul tema del confine traslato.
Merano, come tutti i luoghi in prossimità di un confine, si identifica in una pluralità di culture, usanze e lingue che generano una molteplicità di confini che non sono solo più quelli fisici e territoriali ma confluiscono in un sistema complesso che delinea la differenza in un tessuto condiviso che genera
comunità molteplici: a quel punto il confine può diventare linguistico, culturale, individuale. Sono linee invisibili che attraversano il luogo ma con un’intensità di percezione molto forte.
Ponendo al centro dell’indagine l’esperienza del territorio e la sua percezione diretta, si cerca di innescare un laboratorio che si auto genera dall’insieme eterogeneo dei partecipanti, composto da un gruppo di persone sia estranee al contesto meranese che abitanti altoatesini. Abbiamo scelto di selezionare i partecipanti da differenti contesti, poiché la creazione dei confini interni, che naturalmente nascono nei rapporti interpersonali, funzioni da imput metodologico affinché ognuno possa verificare il suo senso di confine e la riflessione che da esso può scaturirne, secondo il proprio background personale di formazione.
L’affrontare i confini interni al gruppo si pone come metodologia applicabile a un contesto più ampio come per esempio la città di Merano, traslandone i medesimi valori e significati. Il punto di partenza sarà infatti una domanda:
Qual’è il tuo confine?
Le molteplici risposte che arrivano dalle esperienze dei partecipanti all’interno e all’esterno del gruppo possono trasformarsi in una strumentazione valida per comprendere il valore del confine non solo come barriera o limite ma anche come necessità o vincolo, in accordo alle esigenze di un contesto
specifico.
Le stanze a disposizione diventano un calendario fisico-dinamico, che si auto-genera con lo svolgersi progressivo del laboratorio: la struttura del piano come un lungo corridoio a compartimenti ,dove nessuna porta permette la chiusura degli spazi, crea una sorta di flusso temporale fisico nel quale è
possibile tornare avanti e indietro tra le giornate, abolendo ogni confine temporale; ripensando, rimodificando e riflettendo ciò che accade durante le due settimane di indagine.
Ciò che è visibile allo spettatore all’interno dello spazio è il work in progress dell’indagine in atto, che non offre un percorso espositivo durante il periodo della festival ma intende lo spazio come un luogo aperto di ricerca, in rapporto osmotico e di interscambio con l’esterno.
Il “fuori” è il vero campo attivo della ricerca: in un certo senso non esiste lo spettatore poiché nel momento che si varca la soglia di GrenzLabor si diventa automaticamente partecipanti.
Momenti di approfondimento e dibattito sul confine saranno tenuti durante il laboratorio da artisti, curatori ed esperti in varie discipline partendo dalle loro esperienze di lavoro legate a questo tema.
Web site: http://un-defined.net/
Scarica il comunicato Stampa di LaboratorioConfine
3 commenti»
mi piaciono molto le code lungissime in pizzerie piccole oppure le case senza i muri in centro della una città oppure lo sciame di mosche sulla frutta in una cucina bellissima e anche una storia del Ping Pong che si giocca tra una finestra. Queste cose non si trova semplecimente tutte insieme in una vita normale, le succedono in una zona indefinibile e IO sono stata lì.
Vi mancate anche a me !
PS.:Quando andiamo ad Istambul?
molti saluti,
olgA
mi mancate… anche se sono fuggito
Anche tu ci manchi!!! Peccato non averti avuto qui ieri.. t abbracciamo e ci rivediamo per una cenetta appena si torna a Milano! a presto!! ( o per un’altra coda in pizzeria!
P)