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Research Group for Contemporary Art

BETTER IS NOT ENOUGH- Meeting with Jonhatan Lahey Dronsfield

IMG_2202Jonhatan Lahey Dronsfield ha condotto una lectures dal titolo “Notes for improvisation” per GrenzLabor/LaboratorioConfine.
Il confine da un punto di vista filosofico può essere declinato attraverso i grandi autori della filosofia contemporanea (Derrida, Rancière, Agamben…) come riflessione sul concetto di Democrazia, Spazio Pubblico e Politica Condivisa.

La definizione di spazio pubblico non può esistere a priori; è generata dalla definizione di Democrazia che pone una differenza con il concetto di sfera privata: è il confine tra questi due spazi che genera la domanda.
Nasce la possibilità di ironizzare poiché cambiare il tono in accordo al contesto è necessario
Il non-pubblico diventa la condizione necessaria per interrogarsi su cos’ è lo spazio pubblico, poiché arte, letteratura e fiction nascono in uno spazio non pubblico: è il limite non definibile.
Lo spazio non pubblico non può coincidere con lo spazio privato: il primo è lo spazio nel quale nascono le domande dei bisogni interiori e nel quale ci si interroga, mentre il secondo ha uno scarto decisamente più politico e sociale come spazio del privato, della proprietà e della privacy.
Lo spazio pubblico-privato (public-private space) si inserisce nella sfera pubblica come momento attivo con un appoggio istituzionale accettato (es. fondazioni private che operano nello spazio pubblico)  può legittimare il funzionamento di un dialogo oppositivo.
La domanda da porsi in uno spazio pubblico può essere: come vogliamo vivere?
La risposta è necessaria e possibile con la Democrazia che si può auto-garantire con l’Arte, la Letteratura e la Fiction.
Ma per parlare di Democrazia, non si può dimenticare per la sua stessa legittimità che il suo concetto stesso è una promessa, si può solo parlare di Democrazia a venire (Democracy to come), e come ogni promessa, è necessario correre il rischio che possa arrivare il peggio invece che il meglio. Il rischio di Regime è necessario perché ci sia una Democrazia.
La Democrazia in termini spaziali può essere pensata come il luogo di una proiezione sempre al futuro nel quale si prova a essere sempre meglio della situazione attuale, in quanto la Democrazia in atto è sempre inadeguata  alla definizione di Democrazia rispetto a quella a venire.
Con “Coraggio Intellettuale” Jacques Derrida presuppone la necessità del coraggio ad accettare che possa capitare anche il peggio.
Non esiste dunque una Democrazia Pura, ma si presuppone la possibilità reale dell’incentivo al desiderio, al migliorare e al desiderare il meglio.
E’ una necessità che si manifesta nell’essere pubblico e privato al tempo stesso.
La Sfera dell’Estetica in un certo senso replica la separazione tra individui che applica la Sfera Politica.
La Sfera dell’Estetica è pensabile come sfera dell’esperienza nella quale è sospesa ogni forma di dominazione tra materiale e forma, sensibilità e comprensione razionale.
Ogni opposizione cessa poiché ogni estremo ha uguale status al fine di evitare un collasso del sistema. La base del sistema Democratico si presuppone su questo schema della sfera estetica nella quale ogni elemento ha pari dignità e Voce e Silenzio hanno pari Valore. Un esempio di ciò è la pratica di Marcel Duchamp.
Tutta l’Arte si può pensare essenzialmente politica, intesa come ridistribuzione del senso della forma, dell’oggetto e dell’esperienza. La forma artistica presuppone il soggetto, inteso come autorialità, e di conseguenza un soggetto politico: nella Politica noi siamo divisi da noi stessi, siamo soggetti politici; e come singole identità ciò presuppone che il rispettivo privato si trasformi in pubblico per l’attivazione di un soggetto politico. E’ il medesimo processo che avviene nella creazione artistica.
Attraverso questo passaggio, nasce il Dissenso secondo Jacques Rancière, una voce di qualcosa che prima non era udibile ma all’improvviso, con lo scarto di passaggio da privato a pubblico, diventa udibile a livello collettivo proprio attraverso questo passaggio.
La Politica, come l’Arte, avviene dunque per natura nello Spazio Pubblico, anche quando essi sono legati a tematiche della sfera privata (es. per la sessualità, il buon gusto, la questione dei matrimoni omosessuali).
Il concetto di Ban introduce una nuova percezione dello spazio pubblico e dello spazio privato: il Ban è la zona di annullamento, secondo Giorgio Agamben, tra esterno e interno.
Il concetto di Città si riversa nel concetto di Camp, il luogo non definito della soglia tra natura e cultura nella quale le persone vengono riposizionate.
La struttura del Ban caratterizza lo spazio pubblico in cui viviamo: la distinzione tra dentro e fuori collassa, diventando zona senza distinzione.
E’ l’esempio dell’uomo medievale che nelle opere d’arte del tempo non leggeva tanto la maestria o il puro risultato formale di un’espressione artistica; bensì nella rappresentazione della fine del mondo o della Pentecoste, rifletteva i limiti del suo mondo e della percezione che lui poteva avere con esso, ponendo l’esperienza estetica su un piano altro, legato al divino.
Lucie Irigaray muove la spazialità dall’interiorità all’esteriorità come passaggio dall’affettività allo spirituale: non adotta più un punto di vista metafisico ma si pone all’interno delle cose come esperienza diretta.
Queste riflessioni sono pensate come generatori di domande su cosa può contenere il confine; possono anche essere generatori di non senso proprio perché sul confine.

I modi per comprendere sono promesse che devono ancora arrivare.

Pierfabrizio Paradiso

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